Come è nata l'idea dell' Hotel Diffuso

L’hotel diffuso è partito come un esperimento, attorno ai primi Anni 2000. Il tentativo è cominciato in alcuni paesini del dorsale appenninico e del sud-ovest della Sardegna. L’obiettivo era quello di “salvare” una serie di borghi antichi che rischiavano la desertificazione a causa dell’emigrazione di massa della popolazione più giovane.

Tali borghi, però, avevano al proprio interno delle risorse naturali ed architettoniche non indifferenti, assieme ad uno stile di vita e a delle tradizioni da non dimenticare. Tutte insieme, erano una serie di potenzialità che potevano e dovevano essere sfruttate a livello turistico. Il modello di ospitalità “diffusa” è stato ideato da Giancarlo Dall’Ara, il quale si era accorto che in questo modo i piccoli borghi di rilevanza architettonica, paesaggistica e culturale potevano tornare a nuova vita.

Così, a partire da questi centri, è cominciata l’avventura degli hotel diffusi

I turisti si ospitano all’interno delle case come in un bed&breakfast, e tutte le stanze disponibili sono consultabili in una reception centrale, nei cui pressi c’è anche un ristorante

Tuttavia l’ospitalità non si limita a questo. L’obiettivo è quello di superare la semplice idea di ospitalità per raggiungere quella di coinvolgimento. All’ospite vengono proposti prodotti gastronomici locali, percorsi naturalistici, apprendimento delle tradizioni, scambi culturali. Non è raro che da una puntata vacanziera tramite hotel diffuso nascano delle vere e proprie amicizie con gli abitanti locali.

Si tratta in definitiva di un vero e proprio “turismo sostenibile”, perché non comporta nessun investimento nella costruzione di grandi e deturpanti palazzi, ed anche di un “turismo di comunità”, vivendo i giorni assieme alla gente del luogo.

Oggi esiste anche una Associazione Nazionale di Alberghi Diffusi con il relativo sito ufficiale (www.alberghidiffusi.it).

All’associazione è possibile chiedere ogni informazione sugli hotel diffusi in determinate zone d’Italia.